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Scritti e riflessioni sulla danza del ventre

 !!! (per pubblicare immagini e testi si prega di chiederne l'autorizzazione: giulia@danzadelladea.it)

Disclaimer:

I cambiamenti terapeutici sono una delle potenzialità della danza del ventre, pertanto la manifestazione e il grado di intensità di tali effetti terapeutici dipendono dalla disponibilità del soggetto a mettersi in gioco e dalla costanza nell’applicazione della tecnica e dei principi di questa danza, nonché dalla competenza del conduttore/insegnante. Ciò significa che non tutte le lezioni di danza del ventre possono avere tutte le valenze terapeutiche qui di seguito descritte. Conseguentemente la conduzione di incontri con obiettivi danzaterapeutici va affidata a professionisti adeguatamente formati o danzatori e danzatrici affiancati da esperti in danzaterapia. Si raccomanda quindi di valutare bene la scelta dell’insegnante prima di iniziare un corso, soprattutto se consigliato da medici, se si hanno particolari disturbi o se si è in gravidanza.

Le origini:

La danza del ventre ha origini sacre e nasce come culto della Dea Madre, cioè della parte femminile della divinità. Veniva danzata dalle donne in epoca arcaica durante i riti di fecondità e prosperità e, con le sue movenze, mimava la rotazione e la rivoluzione terrestre e persino la precessione lunisolare. Questa danza non è patrimonio esclusivo del Medio Oriente, bensì dell'umanità intera. In diverse zone del nostro pianeta, infatti, si ritrovano reperti archeologici, come ad esempio raffigurazioni pittoriche e statuette, che rappresentano donne e/o gruppi di donne che praticano la danza del ventre. La stessa cosa del resto si può dire per altre discipline tradizionali quali per esempio lo yoga o le arti marziali che si ritengono comunemente originarie dell'India, della Cina e del Giappone, ma che in realtà hanno solo trovato le condizioni favorevoli in tali Paesi per potersi sviluppare, essendo in realtà nate dall'esperienza di tutta l'umanità a tutte le latitudini. Attribuire la danza del ventre alla sola cultura mediterranea è quindi abbastanza limitativo. Anche nelle danze, cosiddette moderne, originarie di vari Paesi pur lontani tra loro si ritrovano tecniche simili a quelle della danza del ventre, come per ricordarci che le tradizioni dei diversi popoli hanno tutte un denominatore comune che, come un sostrato linguistico unificatore, non cambia da cultura a cultura.

Benefici della danza del ventre:


Postura migliore e tono muscolare
La nostra colonna vertebrale contiene più ossa e legamenti che qualsiasi altra parte del corpo. Le sue 33 vertebre sono accatastate insieme e formano una colonna, collegate da cartilagine e legamenti, e quasi ogni movimento del busto dipende dalla sua flessibilità ed efficienza. I gruppi muscolari che si attaccano ai legamenti ed alle vertebre creano i movimenti delle aree toracica e pelvica: la Danza del Ventre tonifica questi muscoli e garantisce flessibilità in un modo sicuro ed efficace. Durante la danza, i movimenti di anca, i cerchi, le figure di otto fanno sì che le giunture ed i legamenti della parte bassa della schiena e del bacino si muovano attraverso una gamma completa di sequenze dolci e ripetitive. Questi movimenti aiutano ad incrementare il flusso del fluido sinoviale (lubrificante naturale) nelle giunture. La Danza del Ventre può aiutare a dare sollievo dallo stress alla schiena, agendo contro la quasi costante compressione dei dischi che deriva da una vita sedentaria. I muscoli tonificati migliorano la postura ed aiutano a prevenire i dolori di schiena che possono essere causati da una innaturale curvatura in avanti della colonna che subentra quando i gruppi muscolari sono deboli (lordosi) Piccoli gruppi di muscoli della schiena che di solito non vengono usati, vengono allenati e fortificati. I muscoli che circondano le anche, sono utilizzati ed esercitati durante i movimenti di bacino e le figure di otto, migliorando flessibilità ed agilità. La migliore flessibilità delle anche può portare ad un migliore equilibrio anche camminando. Anche le braccia e le spalle sono tenute in esercizio: i cerchi ed i movimenti sinuosi del serpente tonificano i muscoli. Questo effetto tonificante è spesso evidente sin dall’inizio, in quanto le braccia sono un elemento importante della danza anche per i principianti, e vengono quindi esercitate sin dai primi incontri. La Danza del Ventre è considerato un esercizio a basso impatto, riferendosi al fatto che il rischio di incidenti è minimo quando i movimenti vengono effettuati correttamente. I benefici della danza del ventre possono essere goduti da donne di tutte le età; possono partecipare alla danza anche gli uomini ed i bambini, e trarne gli stessi benefici.
Perdita di peso
La Danza del Ventre può far bruciare sino a 300 calorie all’ora. Questa stima varierà, ovviamente, a seconda dell’intensità della danza. Combinata con una dieta salutare che comprenda anche una alimentazione consapevole, la Danza del Ventre può senza dubbio essere parte di un programma di perdita di peso. Molte lezioni di danza si svolgono solo una o due volte la settimana: per risultati migliori e maggiori benefici cardiovascolari, si possono combinare flessibilità e rafforzamento muscolare della Danza del Ventre con una routine aerobica, come nuoto o bicicletta, nei giorni in cui non c’è lezione. Il corpo intero ne sentirà i benefici in quanto l’esercizio aerobico fa lavorare grandi gruppi muscolari, e la danza migliora la forza e la coordinazione dei piccoli gruppi muscolari nel busto, bacino e braccia.
Preparazione al parto
I movimenti del Danza del Ventre costituiscono un eccellente esercizio prenatale che rinforza i muscoli utilizzati durante il parto. I muscoli addominali tonificati ed i naturali colpi di anca, che sono simili agli esercizi insegnati ai corsi pre-parto, insegnano alle madri in attesa a muovere il bacino. Per le donne che desiderano un parto naturale, questa forma di esercizio attraverso la danza, con la sua enfasi nel controllo muscolare, non solo facilita il parto naturale, ma costituisce anche un eccellente esercizio post-parto che aiuta a ritrovare velocemente il tono addominale. Durante le prime settimane che seguono il parto, quando bisogna fare attenzione per riprendersi dall’evento straordinario, questi movimenti, se fatti in maniera graduale, fanno lavorare i muscoli dolcemente ed in modo efficace.
Riduzione dello stress
In quest’epoca di stress quasi continuo, il ritmo sottile della Danza del Ventre ed i suoi movimenti tradizionali hanno un effetto calmante. I gesti ripetitivi della danza e la concentrazione necessaria per eseguirli possono aiutare una mente riempita dallo stress giornaliero a “lasciarsi andare” per un momento e rilassarsi: è difficile preoccuparsi di scadenze sul lavoro mentre stai pensando a fare il movimento giusto, o mentre cerchi di concentrarti per essere sul tempo della musica. Uno degli effetti dello stress è che il nostro corpo si tende, causando contrazioni o spasmi muscolari, come quelli al collo, spalle o schiena. Quando un muscolo è contratto si forma acido lattico, causando dolore. Anche il flusso sanguigno al muscolo interessato diminuisce. La Danza del Ventre allunga dolcemente ed utilizza questi gruppi muscolari vulnerabili, e come questi vengono utilizzati il flusso sanguigno aumenta e l’acido lattico viene eliminato. I muscoli contratti si rilassano se vengono dolcemente esercitati. Il corpo diventa flessibile e si riscalda, ed i praticanti riportano frequentemente che il dolore alle aree della schiena e del collo diminuisce. La Danza del Ventre è un modo divertente e salutare di fare esercizio. Può essere uno sfogo creativo che forgia e tonifica, e che permette ad una donna di sintonizzarsi con il naturale movimento del suo corpo. Può rilassare e divertire. I piccoli inconvenienti dovuti al troppo lavoro per i principianti possono essere evitati riscaldando prima i muscoli e ricordandosi di fare dello stretching dopo la lezione. Ascoltate i segnali del vostro corpo. La danza del ventre è un fantastico e dolce modo di iniziare ad educare il vostro corpo. Nota: molti medici hanno suggerito di frequentare corsi di danza del ventre come parte di riabilitazione da incidenti; è comunque molto importante verificare con il proprio medico prima di iniziare una qualsiasi forma di esercizio, specialmente se avete più di 40 anni, se aspettate un bimbo o se avete problemi di salute. E' una danza semplice e spontanea che ogni donna può praticare a qualsiasi età ed è basata sul rilassamento e su una gestualità naturale. Anche la musica che la accompagna non è una musica ricercata: quasi tutta è in 4 tempi o in suoi multipli e sottomultipli con le percussioni che assumono un'importanza rilevante. Sia il numero 4 che le percussioni hanno una grande valenza simbolica che, danzando, viene espressa. Il 4 corrisponde ai 4 elementi della materia, ai 4 evangelisti, ai 4 punti cardinali, ai 4 segni fissi dello zodiaco e via dicendo, nonché alle 4 parti che, schematicamente, rappresentano la manifestazione e, quindi, anche l'essere umano: corpo, emozione, mente e spirito.
A livello emotivo/energetico:
un corpo sano è legato al fluire armonioso dell'energia che lo rende vitale. Attraverso i movimenti della colonna vertebrale e del bacino si ha un effetto simile a quello dello yoga nell'attivazione dei chakra e nel risveglio di kundalini. Questa energia che si sprigiona in noi ci consente progressivamente di padroneggiare le nostre emozioni senza reprimerle e, quindi, di viverle pienamente. La nostra vita è nelle nostre mani e ne diventiamo consapevoli e capaci di dirigerla, imparando a essere sincere con noi stesse come sincero è il nostro corpo danzante nella sua spontaneità. Impariamo a non perseguire ciò che non ci corrisponde solo perché è di moda o perché qualcun altro lo pretende. Impariamo ad essere noi stesse sul piano emotivo come sul piano fisico.
A livello mentale:
i 4 piani non sono separati tra loro, agendo su uno si agisce anche sugli altri. La cosa interessante è averne la consapevolezza. Se il nostro corpo cambia, cambiano anche le nostre emozioni e i nostri pensieri. Il cambiamento può partire anche dal pensiero o dalle emozioni, ma, forse, partire dal corpo fisico da risultati più immediati perché esso è la parte più tangibile di noi. Ma lavorare sul piano mentale vuol dire anche conoscere ciò che stiamo facendo. La danza orientale racchiude delle conoscenze tradizionali che l'essere umano si tramanda dai tempi dei tempi, da Maestro a Discepolo e la danzatrice rivela, nei suoi gesti, dei grandi misteri a chi li sa vedere, così come un simbolo li rivela a chi lo sa interpretare. Parlo di numerologia, astrologia, astronomia, mitologia, simbolismo…..ma questi argomenti richiederebbero più spazio per essere trattati e meglio sarebbe oralmente.
A livello spirituale
è evidente che l'armonia tra i nostri piani fisico, emotivo e mentale, non può far altro che aprire dei canali che portano il nostro essere verso l'elevazione, verso un contatto con la nostra parte più sacra (la Dea) e alla capacità, quindi, di riconoscere il sacro intorno a noi. La danza si trasforma in una meditazione in movimento, in una preghiera che non è una richiesta per l'ottenimento di qualcosa, ma un ringraziamento per la ricchezza della vita.
I BENEFICI PSICOFISICI DELLA DANZA DEL VENTRE dal sito benessere.com A cura della Dott.ssa Monica Monaco

Premessa

Esistono numerosi benefici per il corpo e per la mente che vengono abitualmente associati all'esercizio di quest'antica arte, definita anche "Danza Orientale", chiamata "Raks Sharki" in lingua originale e "Belly Dance" in inglese. A livello fisico si verifica un miglioramento della circolazione sanguigna, del transito intestinale, dei dolori mestruali e di quelli della colonna vertebrale, sia a livello lombare che cervicale, mentre a livello psicologico i vantaggi ottenibili sono stati spesso indicati in termini di rilascio delle tensioni, di acquisizione di una maggiore consapevolezza corporea, di un senso di rinascita e di riscoperta della femminilità. Si tratta di risultati che possono ricondurre la danza del ventre nell'ambito delle tecniche della "fisiodanzaterapia", cioè un intervento che mira alla riabilitazione fisio-motoria attraverso specifiche tecniche di danza. Questa disciplina infatti possiede potenzialità di cura che, se attivate e gestite da professionisti adeguatamente formati e competenti, può essere rivolta alla prevenzione e al recupero di disturbi psicopatologici, attraverso la danza individuale, di coppia o di gruppo. A questo punto si potrebbe cominciare a dubitare che si stia parlando della stessa "danza del ventre" che si crede di conoscere, poiché l'immaginario occidentale è ricco di danzatrici del ventre che si esibiscono per gli uomini, sottolineando più l'esperienza relazionale-sensuale legata a questa danza. E' dunque utile fare un passo indietro e tornare alle origini della danza orientale per comprenderne il suo significato antico che è strettamente connesso alle sue valenze terapeutiche psicofisiche e che consente di rileggere una simile esperienza nelle sue possibilità personali-terapeutiche per chi la compie, che tuttavia non escludono né la relazione, né la sensualità. E' una sorpresa per molti scoprire che la danza orientale non nasce per essere uno spettacolo che allieta gli uomini, bensì come una danza delle donne per le donne che si ricollega ad antichi culti religiosi legati alla "madre terra" che propiziavano e celebravano la fertilità nelle antiche società matriarcali della Mesopotamia. Si narra che essa venisse danzata in cerchio intorno alla partoriente dalle altre donne che, in questo modo, partecipavano simbolicamente alla messa alla luce del nascituro, o ancora che fosse utilizzata durante le festività agricole per propiziare un buon raccolto. La sua natura veniva associata dunque ad una femminilità-fertilità e non vissuta esclusivamente come sensualità. Questi riferimenti storici rappresentano una premessa necessaria prima di incominciare l'approfondimento dei diversi aspetti che permettono di leggere le potenzialità benefiche di una danza che può rappresentare una forma di sintesi dei contributi della musicoterapia, della danzamovimentoterapia e della psicologia dello sport. Aspetti terapeutici nella danza orientale Partendo dall'idea che un'esperienza di confronto con la danza orientale è un vissuto prima di tutto personale, si possono meglio comprendere quali sono le caratteristiche che contribuiscono a farne un momento dalle possibilità terapeutiche.

La MUSICA

E' uno dei primi elementi che, accompagnando gli incontri di danza del ventre, amplifica le potenzialità terapeutiche di quest'ultima, essendo di per se stessa un elemento benefico e curativo. Essa infatti possiede alcune peculiarità, da lungo tempo studiate nell'ambito della musicoterapia, che hanno specifiche influenze fisiche e psichiche globalmente definite "effetto di rilassamento". Il "cuore della musica orientale" batte ritmi distensivi, pacificanti e tranquilli ma, allo stesso tempo, rallegranti i quali attivano facilmente una risonanza sui nostri ritmi fisiologici che tendono ad entrare in sintonia con essi. Ne conseguono emozioni positive e sentimenti salutari come serenità, gioia, senso di fiducia nelle proprie abilità e intimità con se stessi, che dipingono di nuova luce persino i volti delle esordienti che decidono di sperimentare le prime lezioni di danza orientale. Forse sono proprio espressioni come queste che, catturate sui volti delle danzatrici orientali, hanno generato nuove denominazioni di questa disciplina nota anche come "danza della felicità". Il rilassamento è agevolato anche dalla monostrumentalità dominante in queste musiche flautate e piene di suoni ritmati, vibrati e profondi, prodotti da strumenti a corda, a percussione o aerofoni, lontani dagli interessi e dalle consuetudini musicali occidentali ormai piene di chitarre elettriche e suoni ottenuti da sintetizzatori. Inoltre diversi studi neuropsicologici, compiuti grazie all'ausilio di moderne tecniche di bioimmagine, hanno evidenziato come in tali melodie le combinazioni sonore inarticolate e talvolta ripetitive stimolano la creatività dell'inconscio attraverso l'attivazione di diverse aree dell'emisfero cerebrale destro, deputato alle attività immaginative. La musica orientale è quindi, nella danza del ventre, il primo passo verso il recupero di aspetti spesso sovrastati dalle richieste logiche e razionali che la vita attuale ci rivolge costantemente.

LA CREATIVITA’

Attraverso la musica e la danza orientale, la creatività ritrova un suo spazio dove la ragione si concilia con la passione. Questo aspetto benefico, legato ad una vera e propria forma di espressività artistica, è stato il motivo per cui una la danza del ventre è stata anche definita "danza della poesia". E' così che sui suggestivi ritmi dell'Egitto, della Turchia o del Libano, il corpo può diventare mezzo per disegnare e imitare le forme più svariate (cerchi, otto, onde, cammelli, gabbiani…) su cui si concentra, quasi in modo ipnotico, l'attenzione di chi le esegue, con il risultato che pensieri e preoccupazioni vengono abbandonate, almeno per un po'… In proposito, un'accanita fumatrice raccontava di non essere mai riuscita a distrarsi dal bisogno della sigaretta come le accadeva durante gli incontri di danza orientale! Il ritmo della musica cattura il corpo delle danzatrici trasformandolo in un vero e proprio strumento musicale. Le cinture di chiffon ricche di medaglie allacciate in vita ed i sonagli che abbelliscono il corpo delle ballerine permettono, attraverso movimenti caratteristici che coinvolgono singolarmente busto, fianchi e braccia, di partecipare alla costruzione e alla ricostruzione della melodia in una coreografia che lascia ampio spazio all'improvvisazione. Oltre al movimento di singole parti del corpo infatti, un altro principio su cui si fonda la danza del ventre è quello della libertà di manifestare quello che si prova (dolcezza, gioia, sensualità, malinconia, rabbia…) attraverso la combinazione e le varianti dei passi-base. Ciò può divenire un importante momento psicologico di catarsi in cui le emozioni abitualmente trattenute vengono espresse grazie ad un processo di sublimazione che opera una loro trasformazione in forme la cui manifestazione è personalmente e socialmente accettabile. L'espressione simbolica di sé trova in tal modo diverse strade che si intrecciano e, attraverso i processi creativi, acquista il sapore del gioco e della fantasia. Ne è un esempio il far tintinnare i sonagli sul proprio corpo che consente di conoscersi meglio aumentando la propria consapevolezza fisica attraverso un'esperienza sensoriale che ricorda la passione infantile per gli oggetti sonori che guidano alla scoperta del mondo.

DUE SIMBOLISMI PSICOLOGICI

Attraverso i movimenti coreografici e incantatori delle braccia che accompagnano i passi egiziani, tunisini, si scoprono allegramente le risorse e le potenzialità espressive del "movimento" di un corpo che spesso, nelle nostre civiltà, è vissuto esclusivamente all'insegna del "bello" e "statuario". In questo modo, nel flusso sempre più morbido del movimento (fino ad ondeggiare come in un liquido!), trovano spazio le emozioni. La riscoperta del "linguaggio del movimento" consente di immaginare facilmente i vantaggi psicologici della danza orientale che, in tutti quei casi in cui il corpo è vissuto come un problema (ad es. dismorfofobie, disturbi alimentari, esiti di abusi sessuali…) può, pur senza sostituire ed escludere un opportuno trattamento psicoterapeutico ed eventualmente medico, aiutare a "far pace" con il proprio corpo e ad accettare la propria femminilità. Il gioco con il velo tipico della danza orientale, denominata per questo "dei sette veli", consente un'esperienza che in danzaterapia viene creata con l'utilizzo di stoffe di raso o di velluto allo scopo di far risperimentare la sensorialità, facendo rivivere il piacere delle carezze attraverso il contatto con i tessuti utilizzati e riattivando l'esperienza avvolgente di contenimento che permette di sperimentare quasi una seconda pelle. Lo spazio personale in questa danza non conosce limiti di sperimentazione se non quelli della condivisione, come spesso avviene, del "cerchio" che rappresenta il contesto in cui frequentemente si svolgono le lezioni di danza orientale.

IL CONTESTO DI GRUPPO

Il contesto in cui si danza spesso, ma non sempre, è quello del gruppo di sole donne ed anche ciò può rappresentare una risorsa terapeutica fondamentale. "Danzare da sole" e "danzare tra donne" sono due esperienze molto diverse. La forte coesione che si può sviluppare anche in gruppi corporei come quelli di danza orientale spesso si manifesta mediante la creazione di un "simbolo del gruppo" che può essere costituito ad esempio da un nome, da un rituale, da un saluto, da un applauso finale, ecc… La disposizione in una forma circolare che unisce senza un inizio e senza una fine, consente di celebrare un femminile positivo, che può aiutare a superare il rifiuto totale o parziale del proprio genere sessuale, presente talvolta in alcuni momenti evolutivi o in alcune difficoltà psicologiche. Il gruppo di danzatrici del ventre inoltre permette un naturale confronto sul femminile, senza dovere esprimere verbalmente l'argomento, offrendo un' "area protetta" dove alcuni aspetti quotidianamente non svelati o non vissuti possono essere sperimentati, condivisi e rispecchiati reciprocamente. Ciò assume un valore fondamentale soprattutto in momenti critici dell'evoluzione del "sé femminile", quali la pubertà e l'adolescenza, ricchi di trasformazioni corporee (la comparsa del seno o l'arrotondamento dei fianchi) che possono così essere esplorate, elaborate e accettate con più facilità. Un intervento evolutivo attraverso la danza del ventre la riconduce nell'ambito delle cosiddette "danze educative" che possono sviluppare autoriflessioni che concorrono alla formazione della personalità e dell'identità. Un altro momento del ciclo di vita in cui il gruppo di danza del ventre può diventare un gruppo importante psicologicamente è quello della "gravi-danza"; in tale momento esso infatti si presta per la condivisione di un altro aspetto peculiare della femminilità: la generatività. Attraverso la sperimentazione di movimenti morbidi, lenti e dolci, le future mamme entrano in contatto con i propri figli cominciando a cullarli con i loro movimenti che, allo stesso tempo, rendono più elastici alcuni muscoli coinvolti nel parto. In questo modo si possono consolidare le basi della relazione madre-bambino e, allo stesso tempo, la danza del ventre può essere cominciata a pensare dalle gestanti come una risorsa per rimettersi in forma allegramente dopo il lieto evento. Questo può tornare utile per affrontare le difficoltà che possono nascere nel rapporto con il proprio corpo cambiato dalla gestazione, contribuendo a prevenire uno degli aspetti cognitivi che sembra contraddistinguere l'autopercezione corporea nella depressione post-partum. La presenza del maschile (non sono rari i bravissimi insegnanti e ballerini di danza orientale!) può rappresentare un livello intermedio nel passaggio dall'espressione delle parti di Sé riscoperte solo tra donne, alla loro manifestazione in un contesto più reale che è per sua natura misto.

Precisazioni

I benefici fino ad adesso chiamati in causa in relazione all'esercizio della danza del ventre potrebbero farla sembrare quasi una "danza magica". Per questa ragione sono opportune alcune precisazioni conclusive da parte di chi crede negli interventi terapeutici seri e metodici:
I cambiamenti terapeutici sono potenzialità della danza del ventre le cui manifestazioni e la cui intensità dipendono dalla disponibilità a mettersi in gioco e dalla costanza delle partecipanti, nonché dalla competenza del conduttore. Ciò significa che non tutte le lezioni di danza orientale possono avere tutte le valenze terapeutiche descritte. Conseguentemente la conduzione di incontri con obiettivi danzaterapeutici va affidata a professionisti adeguatamente formati o danzatori e danzatrici affiancati da esperti in danzaterapia.
L'esperienza della danza orientale, anche nella sua forma terapeutica più completa rappresentata dalla danzaterapia, non esclude la necessità di altre forme di intervento nel trattamento del disagio psicologico.
Il gruppo di danza, pur non nascendo come gruppo terapeutico, può fornire contributi positivi alla vita psicofisica delle sue componenti.
Prima di iscriversi ad un corso di danza del ventre è sempre utile sentire il parere del medico di fiducia e, in particolare in gravidanza, sottoporsi alla consulenza ginecologica in itinere.

 

Riccione 31 Maggio, 1-2 Giugno 2008

LA FEMMINILITA’ NELLA DANZA DEL VENTRE di Giulia Mion

Cara donna, proporre questo argomento richiede sicuramente molto tempo, ricerca e pagine, per questo mi pongo l’obiettivo di darti degli spunti di riflessione che possono essere approfonditi in molte direzioni. Prima di tutto desidero che tu ponga l’attenzione al concetto di femminilità, precisamente ti chiedo di farti questa semplice domanda: “Cosa significa per me essere femminile?”. Inoltre, ti ricordi il motivo per cui ti sei avvicinata a questa meravigliosa danza? Forse hai letto o sentito un’intervista nella quale si affermava che la danza del ventre riattiva il tuo femminile, ma cosa significa esattamente? E’ una frase che quasi tutti pronunciano ma molto spesso non ne viene indagato il contenuto, l’essenza. Bene, per aiutarti puoi iniziare a riflettere leggendo questo semplice articolo che riporto qui sotto, lascia la mente libera dai pensieri e semplicemente leggi, dopo di che vedremo di collegarlo alla amata danza del ventre.

 

Il Femminile: Essere Donna e Dono di Loretta Martello (articolo riportato con il permesso dell’autrice, dal sito www.ilcerchiodellaluna.it)
Cosa vuol dire essere donna?
Questa domanda vive nel cuore femminile dagli antichi tempi in cui per la donna era semplice operare all'interno del proprio clan, del gruppo sociale o della famiglia, dai tempi in cui il legame con la Terra, l'Acqua e la Luna pulsava in armonia con la vita e con lo spirito che la pervade. Allora la donna trovava in sè le risposte, poiché queste le erano fornite dalla vita stessa, dall'esempio delle altre donne e dal rispetto che il mondo maschile aveva per lei.
La donna guidava la sua stessa vita e quella degli altri fidandosi della propria intuizione, dell'innata saggezza, percorrendo il sentiero interiore già tracciato dalla madre e da tutte le madri che erano venute prima di lei. Conosceva i ritmi della terra, l'insegnamento degli animali, i poteri curativi di piante ed erbe, la ciclicità della vita, accettava le tappe del cammino iniziatico femminile con sincerità e devozione. Così il menarca, la maternità, e la menopausa erano sempre vissuti come momenti sacri, momenti in cui la Divinità entrava più profondamente nel corpo e attraverso il corpo manifestava il suo potere creativo, il potere di dare la vita e con esso la magia della Creazione.

Ma cosa accade oggi quando una donna si chiede cos'è una donna? Sembra che di fronte a questa domanda la donna avverta sulle prime come un risuonare nella mente di un'eco lontana, e senta poi quest'eco scenderle al cuore e poi al ventre, e poi il risalire a spirale di un'energia potente lungo la colonna vertebrale. E mentre l'energia risale, l'eco si trasforma in migliaia di voci pulsanti che chiamano la donna per nome. Ma al momento di darsi la risposta non le escono più le parole, e il battito dell'universo appena percepito sembra cessare.
Eppure quel battito esiste, laggiù, nello strato profondo della psiche, sepolto da secoli e secoli di regole, impedimenti, convenzioni, pregiudizi, "buona educazione". Non è stato solo il mondo maschile a recludere il femminile laggiù, ma le donne stesse, ormai sradicate dal loro Sé al punto da non riconoscere più le forze che lo animavano mentre si adeguavano ad un modello sociale piatto e repressivo.
I recenti movimenti femministi hanno aperto alcune strade, hanno scardinato con grinta e con rabbia i cancelli della libertà sociale e della parità dei diritti, ma questa lotta impetuosa non è stata in grado (non per debolezza, ma perché nella lotta non può ancora esserci equilibrio) di recuperare il seme antico, la luce antica, la verità antica, l'antica bellezza che ogni donna porta con sé...

La natura femminile non è quella dell'obbedienza nel silenzio, nè quella di vivere una parità che strozza l'anima con irruenza, ma quella di vivere in sé il proprio mistero, impregnarsi della propria Luce, godere della propria canzone, impossessarsi del Nume e farlo vibrare.
Non occorre più parlare, abbiamo parlato abbastanza, non occorre più fare, abbiamo fatto abbastanza. Occorre Essere, essere Donna, essere Dono.
I termini "donna" e "dono" sono così simili nel suono da evocare il medesimo simbolo del dare. Ma "dare" non è quell'obbligatorietà a cui siamo state educate, quel cercare un perfezionismo che soddisfi l'idea di noi che ci siamo costruite, o che altri hanno contribuito a farci costruire, per sentirci dire che "così va bene", "così sei brava", in altre parole per poter meritare un pò di amore. Essere dono non vuol dire solo donare, ma fare della propria natura femminile un dono, al punto da essere luce per gli altri in modo assolutamente naturale, senza ostentazione, senza sforzo. Luce che arriva dal profondo per il semplice fatto che arriva, per il semplice fatto che c'è e che può manifestarsi così com'è...

..il femminile non è il femminismo. Il femminile è "ciò da cui tutto deriva", eppure non se ne vanta. Il femminile ama il maschile perché le è complementare. La donna che è donna desidera l'uomo, ama, gode, partorisce, soffre, cura, difende, sorride, condivide, crea, dona. Non separa, non allontana, non dice mai al maschile: io sono meglio di te, o sono più di te, o sto bene anche senza di te. La donna unisce, crede, persevera, aspetta. La donna ha pazienza e sa aspettare perché grande è il suo amore...

Quando ci si incontra insieme tra donne con il fine comune di condividere un cammino di conoscenza, con l'unico scopo di riappropriarsi della corrente sacra e istintuale che permea l'essere, accade una cosa strana: la percezione del fuoco interiore... quando la donna esprime se stessa, libera, con altre donne, emerge una forza straordinariamente calda, avvolgente, lucente, un'energia capace di sconvolgere ordini, leggi, istituzioni, sistemi, di andare oltre qualsiasi limite, di scardinare le porte d'acciaio di secoli di repressione, di far vivere la fata e la strega nello stesso momento. E ciò può accadere senza grida, senza collera, può avvenire con gentilezza e amore, con libertà e rispetto, poiché è attraverso l'abbandono a sè stessa che la donna può sentire quanto è grande il potere che porta in sé....

La donna ha mani dal tocco leggero e potente, mani in grado di tessere tele infinite d'amore e pazienza e compassione e perdono. La donna ha piedi ancorati al suolo per attingere l'energia della Madre Terra e distribuirla ad altri, piedi che sanno camminare e camminare e camminare per trovare le Verità più nascoste e che sanno poi danzare per condividere le verità con il cielo. La donna ha un ventre che può generare, accogliere, nutrire e partorire, ha un ventre caldo e magico che è stato scelto per deporvi il seme della vita. La donna ha seni morbidi che danno cibo, calore, riposo, coccole e gioia, seni in cui l'anima neonata può ritrovare l'abbraccio divino appena perduto. La donna ha un corpo che canta la vita e i suoi continui passaggi di gioia e dolore, di morte e rinascita, un corpo che sa, da sempre sa, che in questa fusione di opposti è il potere della Luce nascosta, quella che può conquistare qualsiasi amante, nutrire quasiasi figlio, ripartorire la vita fisica, psichica e spirituale ogni qualvolta sia necessario.
La donna sa, se solo vuole sapere, sa.

 

La danza del ventre racchiude certamente in sé il linguaggio della femminilità, intesa come un universo di codici semplici e allo stesso tempo misteriosi, non sempre decifrabili. Possiamo elencarli in modo breve ma è solamente uno spunto per la nostra mente, mentre il nostro sentire più profondo sa che non ci sono limiti, a questo linguaggio di codici…

° Il gesto: il movimento delle mani parla, può raccontare storie, può allontanare, avvicinare, abbracciare, rifiutare, pregare… non essendo accompagnato dalla parola, come ad esempio nel teatro, il gesto può essere compreso solamente con molta attenzione e conoscenza. Nella danza del ventre popolare ci sono linguaggi abbastanza espliciti poiché provengono dal mondo polare, possono essere compresi dalla gente nativa (ad esempio nello stile Baladi oppure nello stile Shaabi). Nello stile classico egiziano invece il gesto si fa più implicito e a volte mistico, non sempre è decifrabile. Da un lato si manifesta come pura decorazione artistica, dall’altro come un messaggio di qualcosa che è solamente nel cuore. Nello stile classico egiziano è molto presente la gestualità sacra della danza classica persiana, nella quale il linguaggio è mistico e codificato. Emerge il concetto della donna angelo, che tramite la danza si fa canale tra il cielo e la terra. Il gesto mistico è decifrabile solo da pochi eletti. La femminilità nella danza comunica in buona parte attraverso il gesto…qual è la tua gestualità preferita mente danzi?

 

° Lo sguardo: anche gli occhi comunicano, ma a differenza del gesto lo fanno solamente in modo implicito. Si dice che gli occhi siano lo specchio dell’anima, quanto più stai bene con te stessa, tanto più questo linguaggio si fa intenso e luminoso. Tanto più riesci ad utilizzarlo nella tua danza senza filtri, schemi o artifizi.

Prova ad osservare lo sguardo delle danzatrici che conosci, cosa ti stanno raccontando? La danzatrice ti sta dicendo qualcosa di sé oppure trasmette solamente una perfetta esecuzione tecnica, all’interno della quale rientra anche lo sguardo? Ti provoca un’emozione? (ricorda che le emozioni non sono sempre costruttive ma anche distruttive, come ad esempio l’invidia, la gelosia…).

 

° la bocca: la bocca comunica attraverso sorrisi, smorfie…un linguaggio non sempre esplicito, dipende. Può essere di due tipi, impostato per la scena oppure legato direttamente alle emozioni che prova la danzatrice.

Nel primo caso sarà sempre fisso e uguale, nel secondo caso muterà in simbiosi con il cuore della danzatrice. Nota questo elemento nelle danzatrici e anche nelle persone mentre parlano, nella tua insegnante a lezione, nelle tue compagne, in te stessa.

 

° Il corpo: il corpo è lo strumento attraverso il quale possiamo esprimere noi stesse. Si dice sempre che la danza del ventre è adatta a donne di ogni età e corporatura, ma ti invito a riflettere su quali sono i modelli di danzatrici proposte oggi. Come si propongono le danzatrici molto famose nel mondo? Che modello di corpo ti invitano a seguire? Secondo te contrastano oppure accondiscendono il messaggio che ci arriva sempre, che questa danza sia per tutti i corpi? Fai una ricerca accompagnata da una riflessione sui modelli di corporatura proposti in Egitto dagli anni ’30 ad oggi, cosa è cambiato, se noti che qualcosa è cambiato?

 

° Il vestito: l’abito è lo strumento attraverso il quale possiamo mettere in maggiore evidenza la danza nel suo complesso di movimenti, forme e colori e nel caso di stile popolare far conoscere la cultura di quella determinata gente o popolazione. Fai una ricerca breve su come sta cambiando la moda nell’ambito della danza del ventre. I costumi cosa puntano a valorizzare di te? Ti è mai stato detto da qualcuno per essere brave danzatici è necessario possedere bei costumi?

Secondo te è obbligatorio indossare un costume di lusso per eseguire una danza? Cosa hai provato quando hai indossato il tuo primo costume? Qual è l’emozione che hai provato più intensamente? Ti piace farli da oppure preferisci comprarli? Hai mai notato che in periodi diversi colori diversi ti richiamano? Credi che il costume sia solamente un involucro di tessuto oppure dentro di te senti che lo puoi arricchire di te stessa e trarne beneficio? Può l’abito…comunicare?

 

° Il trucco: il trucco ha la funzione di dare maggiore forza espressiva l nostro corpo, può rientrare anch’esso nella campo della comunicazione! Fai una breve ricerca su come si è evoluto il trucco dagli anni ’30 ad oggi nella danza del ventre, trovi che ci siano state delle mode? Credi di poter avere la libertà di scegliere come truccarti oppure pensi di dover seguire un clichè? Ti ha mai colpito in particolare una danzatrice in base al trucco che aveva?

 

° Il contenuto: forse per te questa voce è nuova…il contenuto è l’essenza della comunicazione, ovvero, cosa ti sta raccontando questa danza? Se è un brano cantato, sicuramente il contenuto è esplicito e potrai comprenderlo non solo attraverso la parola del cantante o della cantante bensì anche tramite tutti i linguaggi che sopra ho elencato. Se è una canzone senza testo, dovrai intuire cosa la danzatrice ti sta dicendo. Stai attenta, non sempre una danzatrice riesce a comunicare una parte di se. Se ad esempio basa la propria danza solamente su dati tecnici è molto improbabile che possa darti qualcosa che ti porti a casa, quella magia che non ti lascia per qualche giorno e, a volte, per qualche anno. Prova ad osservare le danzatrici che maggiormente conosci, osservale con il cuore aperto e guardale negli occhi…ti stanno dicendo qualcosa?
C’è un contenuto nella loro danza? Osserva non con la mante ma, ripeto, con il cuore. I loro gesti, il loro corpo, il trucco, il costume…è tutt’uno con la loro danza oppure sono elementi separati e freddi? Il sorriso è un sorriso che scalda il cuore oppure è un sorriso “di scena” impostato? Secondo te come stanno vivendo la loro danza…se la vivono?! In poche parole…sono danze autentiche? Che valore dai ad una danza autentica rispetto ad una solo tecnica? Qual è secondo te ciò che fa scattare la differenza tra una e l’altra? Osserva lo stato generale delle danzatrici, in che direzione sta andando? C’è attenzione al contenuto?
Ancora domande di riflessione…qual è il motivo per cui non riusciresti più a rinunciare a danzare? Cosa ti ha regalato questa danza? Cosa significa per te condividere con le tue compagne un’esperienza di lezione, di danza o semplicemente di chiacchere? Potresti danzare libera e felice anche senza indossare un costume ricchissimo e prezioso? Quali sono le emozioni che provi mentre danzi la tua canzone preferita? Dolore? Gioia? Sensualità? Abbandono? Paura? Cosa ti dice il tuo corpo?
Cara donna, in ultima analisi ti chiedo di mettere in ordine di importanza questi valori elencati. Se la femminilità, essere dunque donna e dono nella delicatezza e nella forza insieme, è la potenza di comunicare e cantare la vita attraverso il tuo corpo,sii certa di poterlo fare in estrema libertà, libera da clichè e schemi, consapevole e salda nell’espressione del tuo cuore che, senza libertà, non può cantare. La donna è creatività e radicamento, l’una senza l’altro non sussiste.
La danza del ventre è creatività e radicamento, è donna, è un ottimo strumento poiché risveglia questi codici ma come li risveglia, se attraverso solo l’involucro, oppure solo il contenuto….oppure unendo il tutto in una meravigliosa armonia…sta solo a te e al tuo coraggio di essere ciò che sei.

Giulia

 

 

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